Avvocato Responsabilità Medica a Roma

Ci sono momenti della vita in cui siamo più vulnerabili, e sperimentiamo una fragilità che non ci consente di essere autonomi, a volte né fisicamente né psicologicamente.

Lastra avvocato malasanita romaSono queste le fasi in cui abbiamo più bisogno l’uno dell’altro, in cui sparisce ogni forma di sicurezza, di certezza, che fino ad un attimo prima ci aveva dato forza.

Passiamo le giornate saltando da un impegno all’altro, rincorrendo qualcosa che nessuno di noi sa con certezza: la famiglia, i soldi, la carriera, il successo. Passano i giorni, i mesi, gli anni, senza che possiamo renderci conto di quanto sia prezioso ogni singolo istante, di quanto ogni momento sia irripetibile. Il tempo passa e non ce ne accorgiamo, semplicemente perché presi da una sciocca frenesia, impedendoci di vedere ciò che invece conta davvero.

Poi arriva un giorno in cui non ci sentiamo bene, il nostro corpo sembra avere qualcosa di diverso. Scopriamo all’improvviso di essere malati, di dover accantonare tutto per combattere una battaglia più importante, di dover convivere per sempre con una patologia che ci renderà fisicamente più deboli.

È in questo momento che prestiamo il fianco ai sentimenti più negativi, allo sconforto, alla disperazione. Ed è a questo punto che ci affidiamo completamente a chi ha giurato di fornirci tutte le cure necessarie, chi ci assisterà nella nostra lotta e correrà al nostro fianco verso la guarigione, ossia il medico.

Eppure egli è un uomo e come tale incorrerà nell’errore, nella brutta giornata, nella stanchezza che non lo farà ragionare lucidamente, che non gli consentirà di adottare tempestivamente la giusta decisione.

E allora sbaglierà. Il suo errore non potrà essere riparato. Inciderà sul bene più prezioso della una persona che ne risulterà per sempre compromessa, o addirittura causerà la fine di una vita.

Questo è il momento dell'intervento di un Avvocato per la Responsabilità Medica. Lo studio legale a Roma avrà il compito di assistere il proprio cliente nel percorso diretto a fare giustizia, a rintracciare le responsabilità per una vita spezzata e a riottenere un pò di serenità dopo una meritata condanna al risarcimento dei danni.

È un compito difficile poiché molto spesso si avvia una preliminare trattativa con assicurazioni ed ospedali che negheranno ogni responsabilità e cercheranno di sviare la realtà dei fatti per proteggere loro stessi.

Successivamente, insieme al proprio cliente, l’Avvocato dovrà dimostrare dinanzi a un giudice il calvario che un errore medico ha causato; ma oltre ai danni fisici come si fa a dare prova di un sogno spezzato, di un equilibrio perduto, della scomparsa definitiva di ogni ambizione e speranza per il futuro?

Studio Legale Malasanità 

Occuparsi di responsabilità medica significa essere a contatto quotidianamente con persone che giorno dopo giorno vivono con i segni che la malasanità ha lasciato: una patologia non curata che è divenuta ancor più grave di quanto non fosse, una nuova malattia insorta a causa di un intervento terapeutico o di un intervento chirurgico non eseguito correttamente oppure, peggio ancora, significa toccare con mano il dolore dei famigliari di chi a causa di quell’errore medico non c’è più.

Non sempre è semplice il rapporto con il proprio assistito. Le variabili all’interno di un processo sono molteplici e moltissime cose potrebbero non andare come il cliente crede sia giusto che vadano.

In fondo la giustizia dovrebbe assomigliare almeno un po’ a ciò che i cittadini immaginano. Mi sono recato da un dottore, ho messo la mia vita nelle mie mani e lui per negligenza, per imperizia o per imprudenza, mi ha causato un danno, mi ha provocato delle lesioni fisiche contravvenendo ai suoi doveri professionali e per questo deve essere chiamato a rispondere.

Questa è la semplice dinamica presente nella mente di chi si rivolge a un avvocato e spetterà ingratamente a quest’ultimo parlare di perizie, di nesso causale tra condotta ed evento, di percentuale del danno biologico, di onere della prova. Sarà lo studio legale a dover fare i conti con la difficoltà di costruire una causa cercando di dimostrare come il suo assistito sia stato pregiudicato dalla condotta del medico.

A differenza di altri tipi di cause qui sono in gioco molti sentimenti. Se dapprima il paziente si era affidato completamente al medico, restando deluso, ora si affiderà completamente all’avvocato, il quale avrà la responsabilità e il peso di non provocare una nuova cocente delusione.

Risarcimento del danno da errore medico

studio legale errore medicoUna delle difficoltà maggiori che coloro sono coinvolti in un processo per colpa medica affrontano è rappresentata dal tecnicismo della materia. Di volta in volta si renderà necessario analizzare fatti di diversa natura, che affondano necessariamente le proprie radici nella conoscenza e competenza medica che né gli avvocati né il giudice hanno.

Occorrerà quindi studiare le specifiche del caso sottoposto, documentarsi anche da un punto di vista medico-scientifico e, se del caso, affidarsi a validi consulenti medico legali che supportino l'attività legale.

Vi sono casi di particolare gravità in cui in ballo ci sono risarcimenti milionari per malasanità, morti a cui dare giustizia. Si tratta dei casi in cui l’avvocato difficilmente riuscirà a riposare prima di ciascuna udienza.

L’aspetto più delicato è la ricostruzione del nesso causa-effetto, ossia riuscire a capire quali siano stati i presupposti che hanno generato determinate conseguenze, accadendo spesso che un preciso evento non sia il risultato di una singola azione, ma sia ingenerato da più fattori di cui l’errore umano rappresenta soltanto una parte.

La sfida processuale è rappresentata dall’individuazione del grado di responsabilità della condotta umana nella produzione dei danni patiti dal paziente, riconoscendo così un adeguato risarcimento per colpa medica all’interessato o a chi, nei casi più gravi, gli è sopravvissuto.

Si ritiene opportuno rammentare, inoltee, che è recentemente intervenuta la riforma della responsabilità sanitaria con la Legge 24/2017, anche detta legge Gelli-Bianchi che ha definitivamente chiarito l'impostazione normativa di riferimento per l'attribuzione del risarcimento del danno contrattuale (ex art. 1218 codice civile) ed extracontrattuale.

La trattativa stragiudiziale con i medici e l'assicurazione

Il primo passo che conduce al ripristino di una legalità ferita è senz’altro costituito dalle attività che precedono il contenzioso giudiziario, che si pongono come propedeutiche al futuro procedimento innanzi a un giudice.

Anzitutto l’inoltro di una lettera di diffida e messa in mora o un incontro di presentazione che apre l'ipotesi di una trattativa. 

Risarcimento per Malasanità Roma: la fase processuale

Se la trattativa non ha portato sufficienti risultati, si da inizio alla fase processuale in Tribunale, dove potranno trovare soddisfazione le ragioni del danneggiato e potrà procedersi ad un’analitica ricostruzione degli eventi, al fine di raggiungere la verità processuale per ottenere la liquidazione del risarcimento per malasanità.

In questa fase gli avvocati competenti in malasanità di Roma, prepareranno il processo e indicheranno i mezzi istruttori, per dare modo al giudice, anzitutto di verificare la sussistenza della fonte negoziale del diritto, e di vagliare poi i reali pregiudizi subiti dal parte attorea. Al termine del percorso giudiziario si procede con l’eventuale quantificazione del danno. 

Quantificazione del danno

I danni generalmente prodotti da un errore medico sono danni alla salute, che andranno quantificati e liquidati secondo l’ordinaria bipartizione danno patrimoniale – danno non patrimoniale.

sala operatoria risarcimento malasanità romaPer ciò che concerne il primo, esso a sua volta contiene in sé due ulteriori aspetti, ossia il danno emergente e il lucro cessante; ciò significa che andrà determinato sulla base delle spese che il danneggiato ha dovuto sostenere e dovrà sostenere, nonché sulla base del mancato guadagno, ad esempio nel caso in cui egli non abbia potuto lavorare e conseguentemente non abbia potuto produrre reddito.

Il danno non patrimoniale viceversa comporta maggiori difficoltà nella determinazione, in quanto la somma andrà quantificata dal giudice in via equitativa e sarà comprensiva di tutti gli aspetti del patimento biologico, morale ed esistenziale.

Il primo fa riferimento al danno alla salute e viene generalmente quantificato sulla base di tabelle già predisposte dai tribunali, che tengono conto della percentuale di invalidità, dell’età e delle condizioni pregresse del paziente.

Il secondo si riferisce invece al turbamento generato e alla sofferenza prodotta in ragione dell’evento lesivo.

Infine, il danno esistenziale concerne la modifica delle abitudini di vita che il danneggiato ha dovuto eseguire non per sua scelta ma perché costretto dal danno causatogli dal medico.

Sia il danno morale che quello esistenziale ovviamente si produrrà anche con riferimento ai famigliari dell’interessato, parimenti coinvolti nello stato di sofferenza e nell’alterazione delle abitudini quotidiane.

Paziente, famiglia, medico, giudice e p.m.

Molte sono le persone coinvolte in questi tipi di processo.

Oltre al paziente, diretto interessato e danneggiato, vi sono le persone a lui vicine, che saranno coinvolte anch’esse nella malattia, nel lungo percorso verso la guarigione e nell’invalidità permanente che può colpire il proprio famigliare. 

Ma non solo, neppure coloro che fanno parte del processo per la carica rivestita possono essere emotivamente distaccati. Si pensi al giudice che è chiamato a decidere sulla morte di un paziente, o al pubblico ministero che su tale argomento è chiamato ad indagare.

Quando accadono certi episodi si ritorna a sentire il lato emotivo e umano del proprio lavoro, soprattutto se si pensa che domani potrebbe succedere a chiunque altro.